Non potendo più sfogare le mie frustrazioni tra le lenzuola, ho deciso di ritrovare uno sputo d’ispirazione e ricominciare a scrivere. In realtà, ho proprio deciso di intraprendere “Il cammino dell’astinenza”, per potermi disintossicare da ex fidanzati, ex amanti, ex amanti-fidanzati ed ex amici-amanti. Va be’… sempre la stessa persona. Inutile fare nomi. In breve: ho il morale sotto terra, due esami per il 30 e i sintomi dell’insonnia alle stelle (di nuovo). In pratica, scrivo per sfogare le mie nevrosi.
Inoltre, non potendo più avere quello che voglio (causa: persistente instabilità e contaminazione del rapporto) e non riuscendo ad accontentarmi di quello che ho… non mi resta che darmi al “Documentario”, o meglio: Osserva, studia, scruta… e basta! Essendo, però, l’essenza dell’anti-sport e non avendo ancora un vero lavoro (chissà se l’avrò mai), l’unico valido luogo in cui stringere rapporti sociali platonici (amici a parte) è l’università. Parliamoci chiaro però… alla Facoltà di Lettere, i ragazzi carini e simpatici scarseggiano, mentre le ragazze carine e disponibili spuntano e si moltiplicano come funghi radioattivi in piena crisi nucleare. No comment…
Avendo però “già dato” con un collega (Adriano, per chi non se lo ricordasse più… detto anche “l’uomo traditore”) la cosa non mi tange più di tanto.
Tornando ai maschietti della facoltà, o per essere più precisi: i maschietti della Biblioteca della Facoltà, come già accennato… qualcuno carino c’è! Peccato (o fortuna) che rimangano “fenomeni da osservare”! Astinenza… astinenza… astinenza…
Primo fra tutti S. detto “l’uomo etereo” della serie: troppo bello e delicato per essere “sciupato”. Solo da contemplare in pratica: non abuserei mai di lui. Primo, perché non potrei mai sfiorargli i capelli senza cadere svenuta a terra per l’eccitazione (vedi che mala figura); secondo, perché di fronte ai i suoi occhioni azzurri “alla Titti” comincio a sudare in preda al panico (roba da terza media… vedi altra mala figura); terzo, perché se sorride entro in pieno Black-out e non ricordo più neanche il nome di mio padre (vedi dialogo che ne deve uscire fuori); e ultima cosa (dettaglio), non me la darebbe neanche se fossi l’ultima ragazza sulla faccia della terra scelta con lui per ripopolarla.
Un caso disperato.
Altro personaggio interessate: M. detto “l’uomo della Coca cola”. Rinominato così, non per una passione per la bevanda gassata in sé, ma perché ogni suo movimento richiama alla memoria quella vecchia pubblicità (della Coca cola appunto) in cui si vedeva “il trasportatore di lattine della lussuria” sotto il sole cocente di una calda estate con sottofondo musicale ammiccante (sbav sbav).
In realtà la somiglianza è solo una metafora perché non l’ho mai visto trasportare lattine ghiacciate in canottiera semi-bagnata, ma... il concetto è quello. Soprattutto quando poggiato sul muro, fumando la sua sigaretta, inizia a squadrarti con tanto di sopracciglio con piercing alzato e sguardo alla James Dean. Della serie: “Pupa… sono la luce che illumina la tua giornata. Lo so.”
Scherzi a parte, M. è molto più carino di quello che dipingo, (modi inclusi) ma non riuscendo a capire se gli piaccio o ha solo un tic al sopracciglio, mi diverto a prenderlo in giro. Anche se poi mi chiedo… come sarà “l’uomo della Coca cola” sotto le lenzuola?! Possiede “l’ingrediente segreto”… o è solo Pepsi?!?!?
Infine… Dulcis in fundo: “l’uomo di teatro”. Così denominato perché sono mesi che lo vedo soffrire sul libro di “Storia del teatro”…
Dei tre è l’unico che fondamentalmente non conosco per niente. Non so neanche come si chiama. Finora ci siamo limitati a guardarci con più o meno discrezione. Niente di più. In realtà su di lui non ho nessun aneddoto particolare. Non abbiamo mai scambiato una parola e probabilmente non è un caso. Nonostante, infatti, non abbia mai avuto dei veri e stabili legami con “l’innominato”, quei legami si sono creati lo stesso: vuoi per l’amore, vuoi perché lui da solo mi bastava e mi rendeva felice e infelice a sufficienza, vuoi perché l’avevo scelto e basta, o magari… perché è stato fortunato.
“L’uomo di teatro” lo tengo a distanza di sicurezza. È molto meglio fantasticare su un “Uomo etereo” che non si può avere, o su un “Uomo Coca cola” che non ti interessa, piuttosto che su qualcuno che può piacerti sul serio…
Va be’… in ogni caso, un po’ di astinenza da lenzuola (e altro) non potrà che farmi bene.
mercoledì 24 settembre 2008
Astinenza post-trauma
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3 commenti:
basta con le astinenze forzate!!!!
Brava, era ora che ci dessi un taglio con quello lì. Riguardo i tizi universitari, su su buttati, in fondo, a parte rimediare una mala fiura, che ti può succedere? :D
Sandro
@Anonimo: No no... un po' di sana astinenza me la merito! XD
@Sandro: la mia vita è piena di "male fiure".... una in più, una i meno... XD
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