lunedì 2 giugno 2008

Incontri e convivenze

Esistono diverse forme e livelli di dolore:
- Il dolore permanente
- Il dolore assillante
- Il dolore temporaneo

Il dolore temporaneo sta alla base del vivere. Ci permette di apprezzare ciò che abbiamo, rivalutare noi stessi e gli altri.
Il dolore temporaneo, assomiglia ad un pugno in uno stomaco. Piccolo o grande che sia, passato un po’ di tempo, il livido, sparisce. Rimane solo il ricordo dell’offesa subita: una piccola mancanza, una lite, un progetto andato a vuoto, e così via…
Superato, ti permette di imparare una lezione. Rimani te stesso, ma più maturo.

Il dolore assillante, è più sottile. Questa forma di dolore, c’insegna che nulla è scontato e tutto può essere soggetto a cambiamento.
Il dolore assillante assomiglia a spilli infilzati nel petto, che ti impediscono di respirare. Questo dolore, rimane fino a quando non lo si affronta. Fino a quando la causa che l’ha provocato non viene accettata o risolta: la malattia di qualcuno caro, la mancanza di una persona importante, l’abbandono della stessa…
Il dolore assillante, una volta superato, lascia delle cicatrici, ma ti rende più forte. Qualcosa in te cambia, ma in meglio.

Il dolore permanente, è qualcosa di ancor più raro. In tutta la vita, puoi anche arrivare a non conoscerlo mai. Questa forma di dolore, fa capire che la tua esistenza può essere stravolta a tal punto, da rivoluzionare le tue idee e i tuoi punti di riferimento.
Il dolore permanente assomiglia ad un salto nel buio. Dopo lo shock della caduta, non senti più nulla. Percepisci la consistenza del vuoto, aspettando il rumore del contatto con il suolo.
Il dolore permanente, mina le basi del tuo essere e del tuo agire. Le cause che l’hanno provocato, rimangono attaccate al tuo spirito: la violenza (fisica o psicologica), la morte di qualcuno che ami e perché no… il tradimento, di una persona che ami (il dolore sarà pure meno acuto, ma a volte, i sintomi sono gli stessi).
Il dolore permanente apre un varco dentro l’anima, che rimane scoperto. Ti cambia. Ti rende fragile, piccolo, vigliacco e disilluso. Non ti abbandona mai. Ti sussurra all’orecchio che l’infelicità è dietro l’angolo, pronta a prenderti. Ti rende inerme di fronte al vivere, incapace di affrontarne i fantasmi che ti si presentano davanti.
Il dolore permanente, per quanto forte tu possa essere, non può essere superato da soli e soprattutto, necessita del coraggio sufficiente per chiedere aiuto. La consapevolezza di riuscire a far fronte ad un altro dolore del genere, però, è il segno che ciò che ti ha colpito, non ti ha ucciso. Non rimane quindi che riprendere in mano le armi che pensavi di avere perso nello scontro e passare al contrattacco. Se dovessi perdere di nuovo, saprai già (avendone già vissuto l’esperienza), che nulla può colpirti a tal punto da ucciderti dentro. Tutto rinasce. Anche in mezzo al deserto.

6 commenti:

Ally84 ha detto...

Tranquillizzo gli amici a priori: Sto bene! :D La mia è solo una "riflessione fine a stessa" XD

Anonimo ha detto...

Esatto cara sorella "tutto rinasce. Anche in mezzo al deserto". L'importante è ricordarlo.
Excell

Anonimo ha detto...

Ah bhe. Alla fine, tutto passa.

laider

Anonimo ha detto...

speriamo che cmq alla fine tutto passi veramente...

Ally84 ha detto...

@Excell, Laider e Dolvel: Prima o poi....!!!!! XD
Ps. Al massimo... passata una, ne ricomincia un'altra peggiore!!! hahaha

Anonimo ha detto...

Basta che sia dolore che si riesca a superare..in tutti i casi quella pazza della mia prof di inglese ci ha fatto vedere Will e Grace e lezione..è una grande..ciao manu e buono studio